Come per la questione dei GAS vorremmo comunicare delle osservazioni etiche sulla distribuzione dei beni che riusciremo a trovare.

  • Una delle prime esigenze che abbiamo rilevato è il cibo per gli animali, cavalli, pecore, vacche e galline, per l’inverno: fieno, biada, mangimi vari, fiocchettato. Abbiamo lanciato anche una campagna “dona una rotoballa” su Fb e altri social network.
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  • Inoltre abbiamo bisogno di volontari per il lavoro nei campi, ad ottobre si raccolgono, si cacciano, le patate e qualche azienda ha bisogno di aiuto per questo.
Innanzitutto, come abbiamo già fatto durante l’ultima missione, è importante utilizzare criteri il più possibile oggettivi nella distribuzione degli aiuti. Non dobbiamo farci prendere dall’emotività o da tensioni locali tra cittadini o coltivatori, appartenenze politiche e/o di pensiero, oppure dalla simpatia o antipatia personale. Il nostro aiuto deve essere oggettivo oltre che concreto.
Non possiamo favorire alcuno, ma distribuire equamente i beni e il lavoro dei volontari, non deve accadere che qualcuno pensi che favoriamo una parte a discapito di un altra. Nessuno deve essere lasciato solo.
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Una delle strategie è dividere sempre fra tutti coloro che hanno bisogno i beni che troviamo, meglio poco ma subito piuttosto che dare a un agricoltore tutto e renderlo autosufficiente e lasciare gli altri senza nulla. Questo creerebbe discriminazioni e risentimento verso il progetto e verso l’agricoltore “fortunato”. Inoltre non sappiamo cosa succederà in futuro, nuove donazioni o opportunità di collaborazione con altri progetti potrebbero arrivare e coprire le ulteriori esigenze, quindi è bene dare poco ma a tutti in modo da coprire almeno le prime esigenze quotidiane.
Il nostro lavoro vuole anche essere una esperienza di protezione civile dal basso, con i principi ecologici e solidali proprie della permacultura e delle transition town, quindi dobbiamo operare in piena trasparenza e seguendo i principi di queste due realtà.
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Tutti i progetti di permacultura differiscono nelle tecniche adottate ma hanno in comune una base etica e delle linee guida comuni.

  • Cura della terra, ovvero riconoscere il valore dei sistemi naturali nella loro complessità. Gli interventi umani saranno quindi volti a non danneggiare o ripristinare gli equilibri ambientali.
  • Cura degli esseri umani, anche se rappresentano una minima parte nella totalità dei sistemi viventi. Viene valutato di fondamentale importanza soddisfare bisogni fondamentali quali cibo, abitazione, istruzione, lavoro soddisfacente e rapporti sociali senza ricorso a pratiche distruttive su larga scala.
  • Limitando il consumo ai bisogni fondamentali è possibile condividere le risorse in eccesso in modo equo con tutti.
Ringrazio tutti i volontari e invito a seguire questi principi etici nelle nostre attività.
 
Roberto Salustri
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