Già dal 24 agosto il gruppo di coordinamento di Amatrice 2.0 si stava interrogando sull’inverno e le difficoltà per la popolazione colpita dal terremoto. Immaginavamo le condizioni climatiche invernali, che già conoscevamo, applicate in una zona dove le strutture erano completamente distrutte e la viabilità fortemente danneggiata. Le difficoltà degli allevatori che dovevano necessariamente rimanere ci spaventavano e cercavamo delle soluzioni. Immaginando gli allevatori bloccati in montagna abbiamo pensato di fornire loro cibo per gli animali (fieno e mangimi) per renderli autonomi nel periodo invernale, quando i pascoli sono coperti da metri di neve.

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Inoltre li abbiamo aiutati a rinforzare le roulotte e i container che sicuramente sarebbero stati gli unici rifugi. Mano a mano che l’inverno si avvicinava la situazione rimaneva critica, la quantità di cibo per gli animali era arrivata solo al 30% di quella necessaria, le casette per gli allevatori non arrivavano, le stalle e i fienili temporanei ancora pochi.

Prendemmo la decisione di lanciare l’allarme!

Rimanemmo inascoltati, quindi lanciammo un appello verso i fuoristradisti, almeno avremmo avuto un gruppo di volontari che non si sarebbe fermato davanti al ghiaccio e alla neve! Non volevamo lasciar soli gli allevatori, con il terremoto ancora in atto e le loro precarie condizioni di vita. Ci voleva qualcuno che accompagnasse i volontari per portare aiuti e conforto alla popolazione di Amatrice.

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I primi ad accogliere il nostro appello sono stati gli Arrampicars di Rieti, un gruppo di fuoristradisti e appassionati di motori che subito si sono messi a disposizione. La prima missione è servita per un primo approccio, condividere le regole del volontariato e i metodi  transizionisti che utilizzavamo. Conoscere il territorio e gli allevatori che stiamo aiutando. Forse una missione fin troppo teorica per amanti dell’azione come Michele, Alessio, Samuel, …, ma utile per condividere metodi e obiettivi propri di Amatrice 2.0.

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Da quella missione sono stati sempre in azione, portando aiuti, aggiustando trattori, recuperando anche automezzi della protezione civile, dei carabinieri e della forestale,  aiutando la popolazione, raccogliendo le necessità e trovando soluzioni, trasportando fieno, mangimi, pane, cibo e soprattutto umanità.

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Il gruppo dei fuoristradisti è ormai uno strumento indispensabile per portare aiuti in quelle zone, sopra i 1000 m di quota, con il ghiaccio e la neve e una viabilità ancora precaria. Infatti stiamo raccogliendo fondi almeno per pagare il combustibile a questi volontari a 4 ruote motrici, perchè possano portare gli aiuti e la loro umanità in queste terre distrutte dall’incapacità degli uomini. La protezione civile dal basso, umana ed efficace!

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