I forti ritardi e la mancata comunicazione verso gli allevatori non hanno permesso aiuti tempestivi e coerenti con la situazione. Ancora oggi molti allevatori non sanno degli aiuti stanziati dal Governo e dalle Regioni a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Grazie anche alle informazioni comunicateci dai funzionari della Regione Lazio, dalla Senatrice Elena fattori, dal Parlamentare Massimiliano Bernini e dal ViceMinistro all’Agricoltura Andrea Olivero possiamo fare un quadro della situazione degli aiuti economici più interessanti.

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Gli allevatori, che hanno avuto danni documentabili possono acquistare, tramite quanto stabilito dalla determina della Regione Lazio “Attuazione delle disposizioni per la gestione degli interventi necessari alla delocalizzazione delle strutture produttive zootecniche  danneggiate ed inutilizzabili a seguito dei sismi del 26 e 30 ottobre 2016 e dichiarati
inagibili.” le seguenti strutture ed attrezzature:

  • Fornitura di moduli zootecnici per bovini, ovicaprini e fienili;
  • Acquisto di animali a seguito di decessi in conseguenza del sisma;
  • acquisto di macchine agricole o attrezzature;
  • acquisto di impianti di mungitura fissi e mobili (lattodotti, carri, carrelli, ecc.);
  • acquisto di contenitori refrigeranti;
  • acquisto di container per impianti ed attrezzature di mungitura e conservazione
    del latte;
  • acquisto di gruppi elettrogeni;
  • lavori di realizzazione, rifinitura ed adeguamento alle necessità dimensionali
    delle piazzole relative alle superfici sulle quali posizionare le tensostrutture
    relative ai moduli zootecnici., nonché di eventuali vie d’accesso necessarie per
    l’installazione;
  • spese necessarie per l’allaccio delle utenze necessarie all’allevamento (acqua,
    energia elettrica ….).

Tali spese non dovranno essere anticipate dall’agricoltore  è saranno rimborsate al 100% .
Ai fini del calcolo delle spese ammissibili, è necessario fare riferimento alle tabelle dei
Costi Standard, adottate con specifica Determinazione della Direzione regionale
Agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca e pubblicate sul sito http://www.lazioeuropa.it
nella sezione “PSR FEARS” – sottosezione “Sistema Informativo”.

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Altro aiuto economico sarà un contributo una tantum per compensare il minor reddito dovuto ai danni del sisma. Sarà un contributo a capo di allevamento secondo il registro di stalla, ad esempio per i bovini un contributo di 400 Euro a capo e per gli ovini di 60 euro a capo. Non sarà necessario fare domanda per ottenere questo contributo.

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Il terzo decreto, approvato dal consiglio dei ministri, oltre a fronteggiare l’emergenza, punta al futuro economico dell’area. L’obiettivo, come spiega l’articolo 18 del provvedimento, è quello di “contrastare lo spopolamento” e “favorire la ricostituzione del tessuto economico”.  Nei 134 comuni del cratere viene costituita una “zona franca” fiscale che comporterà l’esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100 mila euro di imponibile), dall’Irap (fino a 300 mila euro di imponibile) e dalla Imu-Tasi. L’intervento riguarderà le 67 mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, e sarà valido solo per le aziende già residenti. L’intervento, come è evidente, non sarà una semplice sospensione del pagamento ma una vera e propria esenzione.

Sempre per aiutare le strutture produttive, all’articolo 9, è previsto un intervento più tradizionale e comunque necessario. Si stanziano infatti 80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni in termini di “riduzione della capacità produttiva”.

Il decreto prevede anche un intervento a “sostegno delle fasce deboli della popolazione”. L’articolo 14 definisce i termini di una misura di “sostegno al reddito” per i cittadini residenti nel “cratere” che “versano in condizioni di maggior disagio”. Per questi cittadini, selezionati in base all’Isee (cioè il documento patrimoniale che si usa per accedere ai servizi sociali) è prevista la distribuzione di una “carta acquisti” il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 euro.

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Il decreto si occupa anche dei lavoratori dipendenti per i quali viene garantita la proroga di un sussidio per la mancata attività fino al 31 dicembre di quest’anno. Inoltre un norma consente a Regioni, Province e Comuni di assumere nuovo personale e stipulare contratti di collaborazione per il funzionamento degli “Uffici speciali per la ricostruzione”.

Oltre alle misure per far fronte all’emergenza economica e a contrastare lo spopolamento i 23 articoli del decreto prevedono una serie di norme per la ricostruzione. Si prevede l’accelerazione dei procedimenti per la microzonazione sismica, cioè la mappatura che consentirà di scegliere le zone adatte alla ricostruzione: l’operazione sarà affidata ad un team di professionisti in deroga alle disposizioni e con procedure di affidamento semplificate.
Ci auguriamo solo che la burocrazia sia la più snella possibile e che non si uccida queste iniziative con lungaggini e richieste di documentazioni corpose.

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